Incontro: “Oltre l’alveare”
In Italia, le specie di api sono più di mille. Basterebbe questo dato, per capire la complessità di questo mondo affascinante. Insieme a Nicola Orempuller, studioso di imenotteri, approfondiremo le molteplici sfumature dell’universo degli insetti impollinatori.
In Italia la parola ape, per la maggior parte delle persone, vuole dire quasi esclusivamente ape da miele. Mentre, in realtà, dovrebbe iniziare a significare diversità. Su mille specie, esistono api che vanno dai tre centimetri ai tre millimetri. Esiste, poi, una differenza tra api più generaliste e api più specializzate nelle fioriture. Di queste mille specie solo una è l’ape da miele, l’Apis mellifera, che rappresenta la specie del genere Apis più diffusa nel mondo, la più famosa e conosciuta tra quelle che alleviamo, e l’unica che in Italia produce miele. Non è una specie in via d’estinzione o a rischio, anzi, la sua presenza in Italia e in Europa è in aumento, ed è cresciuto anche il numero di apicoltori. Apis mellifera non è totalmente domestica, ma di sicuro sono state fatte delle selezioni a livello genetico. Nei confronti di questa specie esiste anche un interesse economico diretto e c’è un indotto di persone, che se ne occupa. Viceversa, esistono famiglie ferali di Apis mellifera, sempre più rare, e altre specie di api, diverse da Apis mellifera, che sono realmente a rischio di estinzione. Per chi non lo sapesse, la scienza definisce come famiglie ferali le colonie d’api libere in natura, senza un apicoltore che le gestisce. Alcune di loro hanno dei problemi legati al consumo di suolo, al cambiamento climatico, all’uso di pesticidi e veleni a livello agricolo, inquinamento, specie aliene in arrivo, attività umana. Per queste ragioni diversi impollinatori, così come interi ecosistemi, non stanno bene.
È importante sottolineare la varietà di forme, dimensioni, colori, e biologie delle api. Le api rappresentano un importante valore ecosistemico di biodiversità, che è fondamentale mantenere. La riduzione del numero di api comporta, quindi, una riduzione della biodiversità, che va invece sempre tutelata.
È importante comprendere che ape significa varietà e biodiversità. Il primo passo è, quindi, la consapevolezza. Bisognerebbe, poi, tutelare gli ecosistemi nel loro insieme, non cercare delle specie target da salvare. È anche fondamentale informarsi e promuovere una corretta divulgazione scientifica. Inoltre, bisognerebbe evitare di portare in natura la nostra idea di ordine, pulizia e perfezione, non permettendole così di sviluppare la sua biodiversità. Anche le città andrebbero riprogettate, avendo in mente questo aspetto: dovrebbero, infatti, coesistere con il mondo naturale. Un’aria più inquinata, l’assenza di spazi verdi e di fioriture sono tutti elementi, che si riflettono sulle persone: anche l’umanità fa parte del mondo naturale e di questa biodiversità.
Ne parliamo con l’Entomologo Nicola Orempuller. Attivo nella divulgazione scientifica, contribuisce alla sensibilizzazione sulla biodiversità, anche attraverso la rete Bug’s Hotel ITA, da lui fondata con la missione di promuovere la conoscenza e la conservazione di questi meravigliosi insetti. Bug’s Hotel ITA è una rete che cerca di unire le persone intorno alla tematica delle api solitarie, tramite l’utilizzo di casette per gli insetti, che rappresentano una sonda per capire quanto un ambiente sia veramente salubre. Studiare il piccolo è necessario per proteggere il grande.
I Bee Hotel o casette per insetti impollinatori sono dei rifugi artificiali, progettati dall’uomo per le api. Esattamente come i luoghi di nidificazione e svernamento destinati agli impollinatori, anche quelli per le api hanno uno scopo ben preciso e devono essere costruiti con materiali specifici, in base alle caratteristiche degli insetti in questione.
Alla base di queste costruzioni c’è l’idea che, contrariamente a quanto si possa immaginare, non esistono soltanto le api mellifere che vivono in colonie. Bensì, esistono specie che prediligono una vita più solitaria, senza la necessità di far parte di una colonia o gruppi organizzati. Basti pensare che, solo in Italia, se ne contano ben oltre 900 specie! Anche se queste api non producono i prodotti dell’alveare, come il miele, la loro attività di insetti impollinatori è ugualmente preziosa perché è fondamentale per l’uomo e per l’intero ecosistema. Queste specie condividono, infatti, una caratteristica fondamentale: sono impollinatrici attivissime, spesso più efficaci delle api mellifere su determinate piante. La folta peluria, presente sull’addome di queste api, permette loro di raccogliere più polline rispetto alle api mellifere: il polline non viene compattato nelle “ceste” sulle zampe, come nel caso delle api mellifere, ma rimane sciolto ed abbondante sul corpo peloso, cadendo sui fiori ad ogni visita. La maggior parte delle api selvatiche sono solitarie e, a differenza delle api da miele, non vivono in colonie, ma utilizzano gallerie scavate nel suolo o in cavità del legno per allevare la loro prole. Costruire rifugi artificiali è un modo per aiutare queste api a trovare luoghi adatti per la nidificazione.
A cura di
Nicola Orempuller, Entomologo e ideatore della rete “Bug’s Hotel ITA”
Quando
Domenica 27 Settembre 2026, dalle ore 15:00

